DUE DISTURBI DA NON SOTTOVALUTARE

Quante persone hanno passato le notti a picchiettare sul letto, a fare piccoli rumori, fino ad arrivare a lanciare calci, esausti e innervositi dal rumore del russamento del proprio compagno? Il russamento notturno, spesso sottovalutato, è in realtà un problema serio: oltre a compromettere il sonno della coppia, può essere il sintomo di condizioni più gravi come le apnee ostruttive del sonno. Ignorare il russare forte può portare a conseguenze anche importanti sulla salute, ed è per questo che, oggi più che mai, è importante non sottovalutarlo e chiedere una consulenza professionale per valutare cause e possibili rimedi efficaci per l’apnea notturna.
PERCHÉ RUSSIAMO?

Russare non è solo un fastidio che infliggiamo a chi ci dorme accanto, ma è anche un sintomo di un sonno disturbato, spesso collegato a problematiche respiratorie notturne che non vanno sottovalutate. Le conseguenze dei disturbi del sonno, infatti, possono includere sonnolenza diurna, cali di concentrazione e aumento del rischio cardiovascolare. Per questo motivo è importante rivolgersi a uno specialista: parlarne con il proprio odontoiatra, e affidarsi a uno studio dentistico specializzato come Dental Bios, può essere il primo passo per migliorare la qualità del sonno e ritrovare benessere.
È bene sapere che il russamento notturno può interessare sia adulti che bambini; in questi ultimi, spesso è causato da ipertrofia di tonsille e adenoidi. Negli adulti, invece, è più frequente negli uomini e nelle persone in sovrappeso o obese. Ma perché si russa di notte? Le vie aeree superiori, durante il sonno, tendono a rilassarsi e restringersi leggermente; se questo fenomeno si accentua, si crea un aumento della resistenza al passaggio dell’aria, che causa vibrazioni nei tessuti molli della faringe e produce il tipico rumore.

Il russare forte segnala una possibile ostruzione delle vie aeree superiori, che può essere saltuaria (ad esempio dopo alcol o in caso di raffreddore) o cronica, come accade nei casi di apnee ostruttive del sonno. Si distinguono quindi due forme: il russamento semplice o occasionale e quello patologico, che si manifesta ogni notte, con intensità variabile. Quest’ultimo va monitorato, poiché può essere legato a sintomi delle apnee notturne e influire negativamente anche sulla vita di coppia. Secondo le statistiche, circa il 30% degli adulti russa abitualmente, percentuale che sale fino al 60% tra gli uomini oltre i 60 anni.
COSA FAVORISCE IL RUSSAMENTO E I SUOI RISCHI

Esistono alcune condizioni che favoriscono l’insorgenza del russamento notturno, e che andrebbero sempre tenute sotto controllo. Prima tra tutte, l’obesità: una persona in sovrappeso ha maggiori probabilità di russare, soprattutto se presenta accumulo di grasso nella zona del collo. In particolare, una circonferenza del collo superiore ai 43 cm negli uomini e ai 40-41 cm nelle donne è statisticamente associata a un maggior rischio di russamento cronico.
Altre cause del russare includono le riniti croniche di natura allergica o vasomotoria, che riducono il calibro delle vie nasali e respiratorie (come nel caso di deviazione del setto nasale, ipertrofia dei turbinati o adenoidi ingrossate), così come la faringite cronica, le tonsille voluminose, la laringite e la presenza di un palato molle abbassato o un’ugola allungata. Anche l’uso di farmaci sedativi, alcuni antidepressivi, il consumo di alcol in serata e il fumo possono contribuire al fenomeno, rilassando o infiammando le vie aeree superiori.
Sebbene russare non sia sempre un segnale di malattia, è importante sapere che, se non trattato, può peggiorare nel tempo, alterando la qualità del sonno, aumentando la pressione arteriosa, causando mal di testa al risveglio, ridotta concentrazione diurna e, nei casi più gravi, compromettere anche la salute del partner. È stato dimostrato, infatti, che chi dorme accanto a una persona che russa può sviluppare insonnia secondaria o vivere un peggioramento del sonno.
Infine, è fondamentale distinguere tra russamento leggero (o primario), generalmente innocuo, e roncopatia (il russare patologico), che può essere il primo campanello d’allarme delle apnee ostruttive del sonno. In questi casi, si raccomanda una valutazione medica specialistica, anche odontoiatrica, per evitare complicazioni e identificare i migliori rimedi per smettere di russare.
COS’È L'APNEA NOTTURNA

La roncopatia spesso anticipa la comparsa della sindrome delle apnee ostruttive del sonno, nota con l’acronimo inglese OSAS (Obstructive Sleep Apnea Syndrome). Si tratta di un disturbo respiratorio caratterizzato da interruzioni parziali o totali della respirazione durante il sonno (ipopnee o apnee), che comportano riduzioni dei livelli di ossigeno nel sangue e, nei casi gravi, aumento della CO₂ ematica. Questi episodi di apnea si verificano quando le vie aeree superiori collassano parzialmente o completamente, bloccando il passaggio dell’aria: il respiro riprende solo dopo un micro-risveglio, spesso non percepito.
L’apnea notturna può essere centrale (per mancata stimolazione nervosa dei muscoli respiratori) o ostruttiva (per blocco meccanico delle vie aeree durante il sonno). Tra le cause più comuni dell’OSAS ci sono l’obesità, le anomalie anatomiche come deviazione del setto, ipertrofia di adenoidi e tonsille, micro-retrognazia, ipotonia muscolare, posizione della lingua, fumo e consumo di alcolici.
Anche i bambini possono soffrire di apnea notturna infantile, spesso a causa dell’ingrossamento delle adenoidi o delle tonsille, con conseguente respirazione orale notturna. I sintomi nei bambini possono includere: iperattività, disturbi cognitivi e dell’attenzione, difficoltà di apprendimento, malocclusione, respirazione orale, mal di testa e ritardo di crescita. Negli adulti, tra i sintomi dell’apnea notturna troviamo russamento abituale, pause respiratorie notturne, risvegli con senso di soffocamento, sudorazione notturna, cefalea mattutina, irritabilità, sonnolenza diurna eccessiva, calo di concentrazione, impotenza sessuale e insonnia.

Molte persone non si rendono conto del disturbo, perché non ricordano i micro-risvegli notturni: spesso è il partner a notare il problema. Tuttavia, ignorare i segnali dell’apnea può essere pericoloso: l’OSAS è associata a un aumento del rischio di ipertensione, ictus, infarto, diabete, reflusso gastrico, aritmie e malattie respiratorie.
Per questo è fondamentale parlarne con un medico esperto. Presso il nostro ambulatorio Dental Bios, specializzato in Medicina del Sonno e Odontoiatria del Sonno, è possibile intraprendere un percorso diagnostico e terapeutico personalizzato, anche con dispositivi intraorali specifici per il trattamento dell’apnea notturna.
DENTAL BIOS: UN AMBULATORIO ODONTOIATRICO SPECIALIZZATO IN DISTURBI DEL SONNO
Se russi abitualmente, sospetti di soffrire di apnee notturne e manifesti un’eccessiva sonnolenza diurna, è importante rivolgersi il prima possibile a un odontoiatra specializzato in disturbi del sonno. Ma perché rivolgersi proprio al dentista per questo tipo di problema? La risposta è che russamento e apnee ostruttive sono spesso legati alla conformazione della bocca: una delle cause può essere la retrusione mandibolare, ovvero un malposizionamento della mandibola che, scivolando all’indietro durante il sonno, ostruisce le vie respiratorie a livello della faringe.
Il dentista, specialmente se esperto in odontoiatria del sonno, può riconoscere i segnali della sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS) sia negli adulti che nei bambini. La diagnosi viene definita in collaborazione con altri specialisti come otorinolaringoiatri, pneumologi, neurologi, cardiologi e logopedisti.
L’esame diagnostico più efficace è la polisonnografia, un test non invasivo che registra durante il sonno i principali parametri fisiologici: onde cerebrali, movimenti oculari, respirazione, frequenza cardiaca, saturazione dell’ossigeno e movimenti degli arti. Da questo esame si ricava anche l’indice AHI (Apnea-Hypopnea Index), che quantifica il numero degli episodi di apnea e ipoapnea per ora di sonno, classificando l’OSAS in:
- lieve (AHI 5-15)
- moderata (AHI 16-30)
- severa (AHI oltre 30)

Tuttavia, la sola valutazione dell’AHI non basta: è importante considerare anche i livelli di ossigeno nel sangue durante il sonno e le eventuali patologie associate.
Nel caso dei bambini, l’ortodontista può intervenire precocemente sul palato stretto o su anomalie delle arcate dentali, migliorando la respirazione notturna e spesso evitando interventi chirurgici a tonsille e adenoidi. Il trattamento ortodontico può essere associato alla terapia logopedica per ottenere risultati completi.
I principali approcci terapeutici all’OSAS includono:
- terapia medica (dimagrimento, igiene del sonno, decongestionanti nasali)
- utilizzo della CPAP (ventilazione notturna a pressione positiva)
- terapie chirurgiche (ad esempio, rimozione di tessuti ostruttivi)
- dispositivi intraorali come il MAD (Mandibular Advancement Device)

Il MAD è un dispositivo dentale per apnee notturne che agisce spostando in avanti la mandibola e stabilizzandola durante il sonno. In questo modo si mantiene libera la faringe, migliorando il passaggio dell’aria. Il dentista, dopo una radiografia panoramica, una teleradiografia del cranio e l’impronta delle arcate dentarie, realizza un apparecchio personalizzato per ogni paziente.
Questo dispositivo antirussamento è efficace anche per i pazienti che soffrono esclusivamente di russamento primario, evitando il peggioramento verso forme di OSAS più gravi. I nuovi MAD sono comodi, discreti e realizzati su misura, migliorando la qualità del sonno e della respirazione notturna.
Presso il nostro ambulatorio Dental Bios di Roma, grazie alla specializzazione in odontoiatria del sonno, ci occupiamo della diagnosi e cura delle apnee notturne lievi e moderate con dispositivi orali personalizzati, migliorando sensibilmente la qualità della vita del paziente e prevenendo le conseguenze più gravi dell’OSAS.
